Mito del carro e dell’auriga

Saturday May31, 2008 7:24 am

Il mito del carro e dell’auriga, o della biga alata, tratta dal Fedro, serve a spiegare il fenomeno platonico della reminiscenza dell’anima (reincarnazione con ricordi legati alla vita precedente). Racconta di un’ipotetica biga trainata da 2 cavalli; uno bianco, raffigurante la parte dell’anima con pensieri più alti e razionali, e un cavallo nero, che rappresenta la parte dell’anima con pensieri più bassi quali la passione e i sentimenti; i due cavalli sono trainati dall’auriga, che rappresenta la ragione.
La biga è diretta verso l’Iperuranio, un luogo immateriale a forma di anfiteatro dove risiedono le “Idee”.
Lo scopo dell’anima è contemplare il più possibile l’Iperuranio e assorbirne la sapienza delle idee, quindi deve riuscire a tenere i cavalli verso l’alto, per “precipitare” il più tardi possibile nella reincarnazione.
Quindi chi è precipitato subito rinascerà come una persona ignorante o comunque lontana dalla saggezza filosofica, mentre coloro che sono riusciti a contemplare l’Iperuranio per più tempo rinasceranno come saggi e come filosofi.
Questo mito spiega la reminiscenza ed è riconducibile all’immortalità dell’anima.

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